La monoruota nell’ordinamento italiano

  • La monoruota è un accelaratore di andatura? No.
  • La monoruota può circolare fuori dalle aree pedonali? Sì.
  • La monoruota è sottoposta alla “Sperimentazione dei dispositivi di micromobilità elettrica”? No.
  • La circolazione in monoruota può essere sanzionata quando si circoli su strade non interdette agli altri veicoli? No.
  • La sanzione con limiti edittali da 26 a 102 euro secondo l’articolo 190 del Codice della Strada, è legittima? No.
  • La sanzione ai sensi del comma 75-quinquies della Legge 160/2019 è legittima? No.

Il Segway

Quando ancora la monoruota non esisteva, era stato inventato, usando gli stessi principi poi adottati dalla monoruota, un mezzo autobilanciato dotato di un motore elettrico e di due ruote affiancate. Si trattava del Segway, presentato a dicembre del 2001 la cui produzione e vendita iniziò nel 2002.

  • venivano accolte le indicazioni che il produttore aveva fornito con le quali affermava che “Il mezzo non era pericoloso e non si erano verificati, durante la campagna di utilizzo, problemi con gli altri veicoli del traffico”;
  • la sperimentazione aveva seguito la nota del Ministero dei Trasporti;
  • il mezzo rispondeva alla direttiva comunitaria per l’omologazione dei mezzi;
  • Il mezzo era utilizzabile con le seguenti limitazioni:
  • può circolare su marciapiedi, aree pedonali e piste ciclabili;
  • nelle aree pedonali e sui marciapiedi non può superare i 6 km/h;
  • i pedoni hanno la precedenza e il mezzo deve tenere la destra;
  • l’utilizzo è ammesso solo dopo i 16 anni di età;
  • non utilizzabile in condizioni di scarsa visibilità e nelle ore notturne;
  • limite di velocità 20 km/h sulle piste ciclabili.
  • Il mezzo non rientra tra gli acceleratori di andatura, perché è un mezzo che non utilizza mai, per la propulsione, la forza muscolare, quindi non è sottoposto alle norme di cui all’art. 190 del Codice della Strada.

Osservazione

Non posso non osservare come, nel 2007, il Ministero brilli per prontezza e celerità; a soli cinque anni dalla comparsa di un mezzo del tutto rivoluzionario nelle strade del mondo, il Ministero ha valutato, raccolto le indicazioni sul mezzo, effettuato considerazioni di natura tecnica, e fornisce note interpretative (che diventano una interpretazione gerarchica vincolante). Purtroppo negli anni successivi, non pare che questa efficienza burocratica abbia spinto la parte politica e il Parlamento ad agire in modo coordinato.

Nasce la monoruota

Nel settembre 2004, al Festival Burning Man, Trevor Blackwell studiò e realizzò un prototipo di veicolo circolante su una sola ruota e autobilanciato, come il celebre Segway che concettualmente e temporalmente è stato il padre di tutti i mezzi della micromobilità elettrica.

Regolamento UE

Ad occuparsi di questa categoria di mezzi è marginalmente ma per primo, il Regolamento Europeo 2013/168 che ha l’obiettivo di fissare primi parametri per l’omologazione e la vigilanza del mercato dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli. Tra questi mezzi infatti sono ricompresi anche, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera i), appunto i veicoli autobilanciati, e il veicolo autobilanciato, ai sensi dell’art. 3 n. 71 è:

  • questa definizione è stata fornita nel 2013, quando ancora le monoruota erano dei progetti sperimentali non avviati alla produzione industriale, tanto è vero che i mezzi oggi prodotti e venduti in tutto il mondo si basano su brevetti di due anni successivi come detto sopra;
  • la monoruota e gli altri mezzi autobilanciati non si basano su un equilibrio intrinsecamente instabile, l’affermazione è fondamentalmente scorretta, o, se giusta, andrebbe applicata anche ad altri veicoli a due ruote come il velocipede o il monopattino o la motocicletta. La caratteristica dei veicoli autobilanciati è quella di assicurare un efficiente bilanciamento grazie all’adozione di un giroscopio non tradizionale;
  • per quanto la terminologia comunitaria non sia tenuta a seguire quelle nazionali, si usa esplicitamente la parola veicolo che nella norma nazionale ha un valore formale e porta all’esclusione di altre categorie di strumenti con cui procedere lungo le strade.

Il “Decreto Toninelli”

Nel 2019 dopo che la legge finanziaria aveva dato una prima indicazione di indirizzo, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti decise di procedere ad un primo riconoscimento e sperimentazione dei mezzi di Micromobilità che nel corso dell’ultimo anno avevano iniziato ad affollare le città anche grazie a compagnie di noleggio (ad esempio a Milano).

  • monowheel (così scritto);
  • hoverboard
  • segway (che all’epoca stava terminando la sua produzione).

Assalto alla diligenza

Nel dicembre 2019 e nel corso della redazione della finanziaria il senatore Eugenio Comincini compie un classico assalto alla diligenza: fa inserire nella redigenda Legge Finanziaria, un comma, il 75esimo, dove in modo semplice e lineare si stabilisce una diretta equiparazione tra il monopattino elettrico, così come definito dal Decreto Ministeriale sopra richiamato e il velocipede:

Il colpo di coda

Dopo l’operazione del senatore Comincini si apre in modo palese la contrapposizione, spesso assoluta, tra chi vuole liberalizzare l’uso dei mezzi di micromobilità e chi invece si oppone al loro utilizzo in nome di non meglio precisati motivi di sicurezza.

Osservazione

Francamente se gli autori del Decreto Ministeriale avevano vaga idea di cosa fosse una monoruota (primo indizio è che viene chiamata monowheel quando il lemma in italiano era già ampiamente diffuso, secondo indizio è il profilo di utilizzo assegnato: nelle sole aree pedonale ad una velocità estremamente ridotta e che, per alcuni versi, è agevole solamente per i conduttori già esperti), numerosi sono gli indizi che chi redige questa modifica non solo non conosca alcuno dei mezzi della Micromobilità, ma in più non conosce nemmeno le norme regolatrici e il Decreto Ministeriale che pure viene richiamato.

Secondo “Colpo di coda”: la norma anti monopattini

A settembre 2021 i principali mezzi di informazione nazionale riportano questa notizia:

  • era vietata la conduzione dei monopattini per i minori di 14 anni;
  • era obbligatorio l’uso del casco per i minori di 18 anni.
  • è un mezzo autobilanciato così come indicato dal Regolamento Europeo;
  • non funziona grazie alla forza muscolare, ma la propulsione è sempre esclusivamente affidata al motore elettrico.

EGAF trova, inventa, la sanzione per le monoruota

L’opinione che ho espresso sopra, tuttavia, non è accolta dall’editore del principale prontuario per le infrazioni del codice della strada: si tratta di EGAF, che grazie all’alacre intervento di ingegneri e vigili urbani, redige istruzioni per gli agenti di pubblica sicurezza.

  • l’art. 190 non è applicabile perché la monoruota non circolava in area pedonale;
  • in alternativa, qualora circolava in area pedonale, non circolava causando intralcio al transito normale dei pedoni;
  • in aggiunta la monoruota non è una tavola, non è un pattino e non è un acceleratore di andatura, e sul punto è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ad averlo riconosciuto con la circolare del 2007, quando ha osservato che neanche il Segway lo era, perché la propulsione non interveniva con l’uso della forza muscolare ma solo grazie ad un motore elettrico;
  • inoltre è il Decreto Ministeriale sulla Sperimentazione che chiaramente classifica la monruota come un monowheel e quindi un veicolo della micromobilità, e quindi un veicolo atipico (cfr. art. 59 del Codice della Strada) per cui un Decreto Ministeriale ha definito le caratteristiche tecniche e costruttive;
  • infine le Sperimentazioni previste dal Decreto Ministeriale sono terminate, al più tardi, al 28 luglio 2021.

Nota redazionale finale

Sebbene la mia formazione, come quella di qualsiasi giurista classico, si sia diretta verso norme molto più complesse di quelle della circolazione dei veicoli, e sebbene io sia abbastanza sicuro delle conclusioni che ho illustrato nelle righe qui sopra, sarebbe un atto di tracotante presunzione pensare che sia necessariamente vero.

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Giurista, consulente, EDP e privacy, ICT ma da giurista; formazione per imprese su questi temi, se serve un poco di digital forensics e information security

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Marco Pitrolo

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